Motta di Livenza - Sezione Alpini Treviso

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Motta di Livenza

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MOTTA DI LIVENZA
Via Sandro Pertini, 37 - 31045 Motta di Livenza
Anno di fondazione: 1934/'62
“ALPIN DE MOTA” è un’espressione ironica usata talora dagli alpini dell’area montana e pedemontana per definire – scherzosamente ma non troppo – i commilitoni della “bassa”, della zona di Motta per l’appunto e di distinguerli da quelli “veraci”, i montanari.
Ed invece che gli alpini di Motta di Livenza e della sua zona siano alpini “di marca” lo dimostra la vitalità del gruppo che oggi conta 252 soci e lo dimostra ancor più la storia personale di molti alpini di questo territorio: i molti caduti nei diversi fronti delle due grandi guerre, alcuni dei quali decorati al Valor Militare, reduci di Russia come Bruno Zanni, Luigi Citton, Sante Zaghis, Angelo e Antonio Tonon, Luigi Nemoli e Isaia Pasianotto e figure semplici e generose come Mario Bucciol e Alvaro Bortolin.
Il gruppo che comprende gli alpini in congedo dei comuni di Motta, Meduna ed altri centri vicini, è stato fondato nel 1934 ed è stato ricostituito nel 1942 ed una seconda volta nel 1962 con capogruppo il prof. Mario Altarui, fondatore fra l’altro di “Fameja Alpina” e del “Bosco delle Penne Mozze”. Nell’incarico si sono poi succeduti Attivo Quaglia, Rino Zambon, Franco Buosi e Pietro Bellina e Renzo Pesce, già segretario del gruppo fino dalla rifondazione. Attuale capogruppo è Roberto Beltrame.
I documenti del 1934 mostrano l’allora capogruppo Pierfortunato Bottegal con i primi iscritti alla “ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI – SOTTO L’ALTO PATROCINIO DI S.A. R. IL PRINCIPE DI PIEMONTE” e su questi troviamo: Giovanni Donandon di Giacomo, Lino Nobile di Francesco, Andrighetto Francesco di Giuseppe, Bello Antonio fu Giacomo, Quaglia Attivo di Osvaldo, divenuto poi capogruppo, ed altri ancora.
Nel 1942 il M.llo Attivo Quaglia tentò la ricostituzione del Gruppo formando l’allora "Plotone” alpini in congedo di Motta di Livenza  “Compagnia di Oderzo” – “Battaglione di Treviso” – “10° Reggimento Alpini”, così si “trasformò” l’A.N.A. in quel periodo di storia. Assieme a lui c'erano diversi alpini già presenti nel 1934 e nuovi iscritti come: Bonetti Giulio, Scarpa Pietro, Zuliani Luigi, Capovilla Giovanni, Travani Enrico, Cavezzan Guido ed altri ancora, per un totale di 22 iscritti, ma il Gruppo non trovò la continuità dovuta e se ne persero le tracce.
Nel febbraio del 1962 il Prof. Mario Altarui, coadiuvato da Renzo Pesce, prese l'iniziativa per una seconda ricostituzione trovando subito disponibile il M.llo Attivo Quaglia che custodiva gelosamente il gagliardetto del 1934 (visibile in sede).
Anche qui ci sono ancora alcuni alpini già presenti nel 1934 e nel 1942 ed alla ricostituzione aderiscono anche diversi reduci dall'ultima guerra; una particolare citazione per Mons. Ferruccio Zornitta, allora arciprete di Motta, valoroso combattente alpino dell'Ortigara,  e per i reduci dalla Russia come: Zanni Bruno, Citton Luigi, Antonio e Angelo Tonon, Zanghis Sante, Nemoli Luigi, Cavasin Pietro e Isaia Pasianotto. Quest’ultimo sia era iscritto “via posta area” sebbene in quel periodo fosse ancora emigrato in Venezuela.
Totale n.32 iscritti
Il Gruppo comprendeva alpini di Cessalto, Meduna di Livenza, Chiarano e Gorgo al Monticano; questi ultimi due successivamente hanno costituito un loro gruppo.
Il 21 ottobre 1962 con una Adunata Provinciale (la cronaca è pubblicata su Fameja Alpina) il Gruppo rinasceva ufficialmente e Mons. Zornitta ne celebrava la SS.Messa nel Duomo di Motta di Livenza benedendo il nuovo gagliardetto (tutt’ora custodito in sede).
  • Alfiere Egidio Meneghini
  • Madrina la Signora Agnolon Antonia vedova del Ser.Magg.Tolot Luigi caduto sul fronte russo.
Grazie ai vari capigruppo che succedettero da Attivo Quaglia ad oggi, il Gruppo ha percorso questi, quasi, 50 anni con grande impegno, partecipazione ed altruismo in campo sociale e con la Protezione Civile. Infatti, sono molte le attività associative,  di intervento civile e di solidarietà dove gli alpini di Motta di Livenza sono presenti, si a livello locale che sezionale, ne facciamo citazione in particolare di alcune:
  • da molti anni il gruppo partecipa alla raccolta di fondi per l'ADMO;
  • dal 1991, assieme al CAI, organizza la "PEDALATA DELLA SOLIDARIETÀ “ manifestazione finalizzata alla raccolta di fondi per la gestione della "Casa 2 - Via di Natale" presso il C.R.O. di Aviano;
  • dal 2001, a metà luglio circa, organizza al Cason una serata conviviale denominata "Aiutiamo la Speranza" dove il ricavato và devoluto in beneficenza a privati, enti e/o istituzioni sensibili a problemi legati alla disabilità;
  • nel 2003 è stata indetta una borsa di studio riservata ai giovani alunni e studenti delle Scuole e degli Istituti Superiori e Professionali di Motta di Livenza,  ed intitolata all' “Alpino Alvaro Bortolin”.
Sotto la dirigenza dell’allora capogruppo Renzo Pesce, ha dato avvio al progetto del "cason"; impegno concluso nell'aprile 98, donato al comune e destinato ad essere un “centro sociale” per le varie iniziative mottensi oltre che ad essere la sede del gruppo
Nella circostanza dell'inaugurazione, alla presenza del Presidente Naz.le Caprioli, viene allestito, con la collaborazione del Circolo dell'Immagine "La Loggia", la mostra-rassegna nazionale del volontariato e della solidarietà alpina – della quale è stato stampato un catalogo – che riporta foto e descrizione delle opere di maggior significato realizzate dagli alpini sia sul territorio nazionale che internazionale. Mostra itinerante che è stata esposta, su richiesta della sede nazionale, alla Adunata di Cremona, a Genova per la “partita del cuore” ed al Vigorelli di Milano in occasione dei tre giorni sulla “solidarietà alpina”.
Con l'attivazione del Centro Sociale "El Cason" il Gruppo, attraverso specifica convenzione con il comune di Motta di Livenza, si è impegnato per la manutenzione dei 40 mila mq di area verde del “Parco Sant’Antonino” - questo grande servizio alla comunità viene svolto con ammirevole / periodico impegno e gratuitamente.
questa memoria non sarà priva di qualche dimenticanza e/o imprecisione, ma é stata redatta con l'intenzione di proporre alla attenzione della società lo spirito che anima gli alpini di ieri di oggi e anche di domani ricordando le parole del Presidente Nazionale Caprioli e pronunciate in occasione dell'inaugurazione del Cason
“… un cuore per amare e le braccia per aiutare, questo e' l'alpino …”

Aggiornamento 2019
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