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NATALE ALLE PENNE MOZZE

ASPETTANDO L’ADUNATA: OLTRE 600 ALPINI AL BOSCO DELLE PENNE MOZZE

Per la veglia di Natale

Oltre 600 alpini hanno partecipato sabato scorso alla cerimonia natalizia nel bosco delle Penne Mozze, a Cison di Valmarino. Un appuntamento tradizionale, giunto alla 21a edizione, che quest’anno ha assunto un tono più solenne, in quanto preparatorio alla grande Adunata del Piave, in programma a Treviso dal 12 al 14 maggio 2017. Forse al raduno ufficiale di inizio settembre non si raggiunge questo numero di presenze, nonostante sia la commemorazione ufficiale del Bosco: segno che la suggestione del Natale sta iniziando a far breccia e invoglia molti alpini e simpatizzanti a raccogliersi nel silenzio della valle di S. Daniele, lontani dalla baraonda del Natale profano, per cercare un po’ di intimità con il proprio spirito e i propri defunti…

L’evento è stato patrocinato dal Comitato Organizzatore dell’Adunata e organizzato dalle quattro Sezioni ANA di Vittorio Veneto (in primis poiché il bosco rientra nel territorio di competenza), Conegliano, Valdobbiadene e Treviso; erano presenti tutti e quattro i presidenti sezionali: rispettivamente Francesco Introvigne, Giuseppe Benedetti, Valentino Baron, Raffaele Panno insieme al presidente del Comitato del Bosco Claudio Trampetti. Tra le Autorità i sindaci di Cison Cristina Pin e di Follina Mario Collet con la fascia tricolore mentre il sindaco di Conegliano Floriano Zambon ha voluto essere alpino tra gli alpini. Presenti inoltre i consiglieri nazionali Renato Genovese e Michele Dal Paos (componenti del COA) e il colonnello comandante del 7° Reggimento Alpini Antonio Arivella, nonché il presidente della Sezione ANA di Belluno Angelo Dal Borgo e una delegazione di alpini abruzzesi; 7 i Vessilli sezionali: oltre ai 4 trevigiani anche quelli di Belluno, Bolognese-Romagnola, Venezia e un totale di 120 Gagliardetti.

Emozionante l’immagine del Bosco al tramonto con le 2.403 stele dedicate ai soldati trevigiani caduti e centinaia di alpini schierati. Accorato il discorso del presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero che ha riportato l’attenzione ai valori alpini, in un periodo di crisi, violenze, paura: “Il nostro auspicio e impegno va all’unità e alla pace, senza cui non si può guardare al futuro con speranza”.

Alla pace facevano riferimento i brani sulla Prima Guerra Mondiale letti durante la cerimonia coordinata da Roldano De Biasi, vicepresidente di Vittorio Veneto: tutte lettere dal fronte nella quali non si parlava di morte e immani sofferenze, che pure ci sono state, ma di racconti sulle tregue di Natale accese come lumi lungo le linee del fronte in tutta Europa, Italia compresa.

La lettura è stata arricchita dal canti del coro “Col di Lana” diretto dalla maestra Sabrina Carraro e dalle preghiere del diacono Gino Poletto. Suggestiva la benedizione dello spadino di Giacomo Lucheschi, originario di Colle Umberto e allievo della Scuola Militare “Teuliè” di Milano. Infine l’accensione del ceppo natalizio il cui scopo in questi tempi bui è “illuminare le nostre case ma anche il nostro cuore”.

Addetta stampa del COA

Laura Simeoni e Piero Biral

 

Foto di Andrea Adami

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