Le origini - Sezione Alpini Treviso

Vai ai contenuti

Le origini

Centro Studi > Portello Sile
LE ORIGINI

Nella seduta consiliare del Comune di Treviso del 18 giugno 1866 veniva deliberata la costruzione di un fabbricato ad uso Ufficio Daziario. Il progetto prevedeva anche la sistemazione della riva del Sile e la costruzione di una cancellata in ferro. Il 1° ottobre 1867 la nuova barriera iniziò a funzionare.
Quel fabbricato è oggi il "Portello del Sile".
Dopo l’Adunata del ‘94 nasce il desiderio degli alpini della Sezione di Treviso di creare uno spazio museale da offrire alla cittadinanza di Treviso, vide come principale fautore l’allora presidente sezionale Francesco Zanardo che, sostenuto dal Consiglio sezionale e dal suo successore Ivano Gentili, sottoscrisse con l’Amministrazione comunale un contratto di comodato d’uso dello stabile con l‘impegno di provvedere alla sua sistemazione e manutenzione. La ristrutturazione richiese due anni di duro lavoro da parte dei volontari dell‘Associazione.
Il 24 marzo 2001, finalmente, inizia l’attività dopo la ristrutturazione con la mostra “Fonografi e Grammofoni” di Angelo Sernagiotto. Da allora sono state allestite decine di mostre, con una media di 4 all’anno. I temi trattati spaziano dall’arte alla storia, dal costume alla letteratura e così via, tutti protagonisti di un viaggio tra foto, illustrazioni, documenti e ricordi. Tutte esposizioni, lasciatemi dire, stupende! Dovrei nominarle tutte ma, ovviamente, è impossibile.  Le riportiamo nell'apposita pagina del sito, alla quale consiglio a tutti di darci un’occhiata!
Una nostra mostra nasce di solito su proposta di un componente del Comitato di gestione che, venuto a conoscenza di qualche interessante collezione – come vecchi macinini di caffè, rarissime radio ecc. -, la propone e, se ritenuta positiva, ne segue una visita presso il collezionista o un appuntamento al Portello con alcune delle sue interessanti opere d'arte.
Altre volte succede anche che qualche, a volte sconosciuto, visitatore ci sottoponga qualcosa di interessante da poter esporre. Si procede quindi alla valutazione del materiale ed alla scelta, anche tenuto conto degli spazi disponibili. Si preparano quindi cornici, vetrinette, cubi ed altro materiale che, all’interno del Portello, possono essere utili per accogliere quello che è stato scelto di mostrare alla città di Treviso e ai suoi esigenti usufruitori di cultura. Salvo poi ridisegnare quanto pensato perché non sistemato a dovere. Segue la consegna del materiale, normalmente utilizzando le nostre auto. Inizia quindi l’allestimento: appendere i quadri, riempire le vetrinette ecc. Diciamo comunque che generalmente ogni mostra ha un proprio modo di allestimento.
Quanto spiegato è molto sintetico e va bene solo per certe esposizioni, quelle riservate a collezionisti dove il materiale è già pronto. Altro lavoro deve essere svolto per quelle prettamente fotografiche o quelle riservate alle Associazioni. Per non parlare di quelle dei presepi a Natale… Importante poi è la preparazione di tutto il materiale divulgativo. Il responsabile, con alcuni collaboratori, sceglie l’immagine da utilizzare per le locandine, le cartoline e l'eventuale catalogo. Normalmente la scelta cade su un oggetto o fotografia esposta ritenuta molto significativa. Quindi si procede ad inventare il "titolo/sottotitolo" e a redigere il dettaglio, le date e gli orari.
Se previsto il catalogo, con l’aiuto di internet e dei collaboratori con preparazione storica, si stendono i testi e si scelgono le foto. Quindi si costruisce l’impaginazione. Successivamente si va in tipografia. Una volta pronte le locandine vanno portate in Comune per l’autorizzazione all’affissione. Mentre le cartoline, con un'efficiente catena di montaggio – un volontario scrive gli indirizzi, uno bagna i bolli ed un altro incolla - si preparano per la spedizione.
Segue il periodo dell‘esposizione. Normalmente tre settimane circa. Qui subentra la fase della "guardiania", alal quale dal 2019 partecipano a turno tutti i Gruppi della Sezione. Preso da lontano retaggio militare, viene appeso "l’ordine di servizio" nel "corpo di guardia" dove ognuno inserisce il proprio nome in corrispondenza della casella del giorno in cui intende dare servizio. Poi si danno alcune ulteriori note varie di servizio.
Alla fine si effettuerà lo smontaggio e la riconsegna del materiale che, se tutto va bene, richiede un mese circa di lavoro. In conclusione: tutto questo è il lavoro di tanti (non abbastanza) volontari alpini e amici che permettono lo svolgimento dell’opera culturale che ho cercato di descrivere qui in modo molto esemplificato e striminzito. Alcune considerazioni, se mi permettete… Tempo fa l’assessore alla Cultura di Treviso Luciano Franchin ebbe a dire: «Il Portello è significativo nel panorama culturale della città anche per l'originalità delle mostre che propone». Parole che ci hanno dato molta soddisfazione perchè ha colto lo scopo per il quale "Al Portello Sile" è nato, almeno nelle intenzione dei fondatori e del compianto Francesco Zanardo in primis. L’impegno profuso da parte di volontari ha avuto molti riconoscimenti da parte dei cittadini, che sono venuti a visitare le mostre con le famiglie e soprattutto i bambini, oltre che dalle Autorità (anche se non tutte…). Il Portello deve continuare ad esistere perchè patrimonio della Sezione (e invidiatoci dalla maggior parte delle altre Sezioni dell’ANA, che non hanno nulla di simile nel loro parterre), indipendentemente da chi è il suo responsabile e/o referente.
Paolo Raccanelli
Torna ai contenuti