Piavon - Sezione Alpini Treviso

Vai ai contenuti

Piavon

Centro Studi > Monumenti all'Alpino
Piavon

Monumento all'Alpino


Nel Cinquantesimo della sua fondazione, il Gruppo Alpini ha voluto dedicare questo monumento alla comunità di Piavon che ha dimostrato simpatia e partecipazione per tutte le nostre attività.
Il monumento rappresenta un alpino in congedo: infatti l’alpino ha il cappello, ma è vestito in borghese, accanto a lui una bambina.
Questo è quel che si vede.
In realtà il monumento è un simbolo. Ciò vuol dire che quel che vediamo ha molteplici significati:
- quello che appare più chiaro è che è il simbolo di tutti gli alpini in congedo;
- è un inno alla pace: l’alpino in congedo non è armato
- questo non è un monumento ai Caduti, tuttavia ricorda anche gli alpini in congedo che “sono andati avanti”.
La statua dell’alpino rappresenta ogni persona che fa propri i valori in cui gli alpini credono.
La bambina può rappresentare qualsiasi persona o cosa che ha bisogno di aiuto in seguito ad una disgrazia: un terremoto, un’alluvione, una malattia, un incidente: l’alpino è pronto a soccorrere chi ha bisogno; la bambina è simbolo del nostro paese, dell’Italia e del mondo: l’alpino con la sua onestà e laboriosità vive nel suo ambiente con serenità, è un cittadino che compie il suo dovere nel lavoro e nei momenti di svago e di festa è ben inserito e collaborativo fra i suoi paesani contribuendo a render la società più vivibile.
Ecco il valore simbolico dell’alpino; è una persona, non necessariamente un uomo, e quindi può rappresentare le donne alpini: non solo quelle che hanno fatto il servizio militare come alpini. Quanto detto rende chiaro che il monumento ha dei significati che vanno al di là di quello che si vede. Giorgio Igne è l’artista che ha ideato e realizzato questo monumento che ci suggerisce le intuizioni scritte e altre suggestioni che si possono avere osservando e riflettendo su quest’opera.
Cippo Baita

Poteva una Baita di Alpini non avere la sua roccia, simbolo di quelle montagne che tutti gli Alpini, in tempo di guerra e di pace hanno calpestato con i loro vibram. E qua dobbiamo dare atto alla generosità della Cava Di Sarone (S.R.L.), ditta che estrae da cave proprie e lavora la pietra nella zona di Caneva: ci dona una magnifica pietra che, in seguito trasportata a Piavon, ora fa bella mostra nello spazio di accesso alla nostra costruzione, di fianco al pennone dove sventola la bandiera tricolore. L’aquila ci è stata donata dal consigliere Sezionale Flavio Spadotto.
Torna ai contenuti